UN VIAGGIO DI DUE GIORNI ALLA RICERCA DEL LUPO
- Enrico Pennazza

- 24 feb 2023
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 25 feb 2023
TRA LE VETTE DEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO, LAZIO E MOLISE, ALLA RICERCA DEL FANTASMA DEI BOSCHI.
Mi sveglio alle 3:15 in un appartamentino al centro di Villetta Barrea, splendida cittadina incastonata tra le vette del Parco Nazionale D'Abruzzo , Lazio e Molise. La notte è silenziosa , non ci sono macchine che passano sul corso, solo l'abbaiare dei cani in lontananza che squarcia quel velo di solitudine impresso nella quiete di un paesaggio montano.
La mia mente comincia a vagare tra le vette lontane che di li a poco avrei raggiunto prima in macchina, poi con la fatica delle gambe e dei polmoni. Il sole comincia a spuntare intorno alle 06:50 ma devo approfittare dell'ora blu per posizionarmi nel nido senza fare troppo rumore. Ciò significa che alle 05:30 devo essere in cammino per coprire quei 400 metri di dislivello che mi separano dalla mia tana fotografica.
Ho studiato molto quella zona, ci sono stato qualche ora prima per capire la morfologia del terreno, le piste dei Lupi e la direzione del sole quando sorge e quando tramonta. In mente avevo una mappa più o meno completa, ma come accade sempre, basta poco per fartela stravolgere...
Quindi il tempo di sistemarmi, fare una leggera colazione e caricare la strumentazione in macchina per partire subito alla ricerca del Lupo Appenninico.
La strada è lunga , molto lunga. Le curve ti trasportano in un vorticoso giro tra faggi innevati, vallate selvagge e costoni rocciosi ghiacciati, il regno perfetto per il Lupo Appenninico , che qui resistette ad una estinzione quasi certa, li dove in tutta la penisola ormai era completamente scomparso, trucidato da quella paura atavica che ancora oggi viene cavalcata per profitto politico e mediatico e da una insana dose di ignoranza etologica che fa chiaramente comodo a molti.
La difficoltà nel vedere il Lupo è insita nella sua natura, nella sua capacità di leggere il territorio, di percepire con il suo olfatto qualsiasi particella odorosa differente dall'ambiente circostante, di percepire ogni movimento anomalo catturato dal suo cono visivo , di sentire suoni e dare loro un significato emotivo e reagire di conseguenza. E' un animale sociale e culturale ed è molto intelligente , capace di adattarsi ai cambiamenti ambientali e antropici . Non è un caso se per molti è considerato un simbolo di Resilienza.
Tutto questo lo rende un Fantasma silenzioso che percorre sentieri invisibili ai nostri occhi, che traccia il confine tra il conosciuto e il non conosciuto , muovendosi lungo il bordo della luce del tramonto o dell'alba e dell'oscurità della notte. Non c'è da meravigliarsi se ad oggi viene osannato da molti e dannato da altri come se fosse un essere mitologico, una creatura di quei racconti del fantastico, che i nostri nonni ci raccontavano davanti ad un camino nelle notti fredde d'inverno.
Mentre penso al luogo dove fare il nido , un istrice mi attraversa la strada velocemente e senza troppi saluti se ne va nella sponda opposta sulla neve accalcata lungo il confine della strada. Fortunatamente guido piano, conoscendo bene i pericoli esistente in un luogo cosi selvaggio come il PNALM e dopo un fugace sguardo ed un silenzioso saluto, continuo lungo la mia strada, la mèta è ormai vicina.
Parcheggiata l'auto nei pressi di una stradina a valle di due montagne, mi carico sulle spalle la borsa e comincio a salire. E' buio pesto ma gli occhi si abituano presto alla poca luce presente e cosi decido di non accendere la lampada frontale per non spaventare gli animali. Il mio passo è incerto su ciottoli e zolle di erba e terreno ghiacciato, ma con calma riesco a superare i punti più difficoltosi e ad arrivare durante l'ora blu sul luogo dell'osservazione che avevo scelto il giorno prima.
Così con molta attenzione mi metto seduto poggiando la schiena sul tronco di un albero e mi mimetizzo con la rete sopra il cespuglio e le rocce presenti intorno al fusto spoglio. Comincia la battuta fotografica e immergo anima e corpo in ogni attimo del presente, l'unico modo per percepire ogni movimento degli animali che sono nei paraggi .
Intanto la luce incalza. I raggi del primo sole colpiscono le vette più alte, tagliandole di netto in un contrasto di luci calde e fredde e cosi appaiono nuove forme. Alberi, rocce e neve, ma anche tanti piani prospettici , uno dei motivi per cui ho scelto questo posto incredibilmente interessante da un punto di vista fotografico . Nella neve molte orme nuove si frappongono a quelle vecchie di cervi, caprioli e uomini e tra esse anche quelle di Lupo. Sono nel luogo giusto e non resta altro che attendere in silenzio ed immobile il suo passaggio ,godendomi intanto il paesaggio che ho davanti agli occhi.

(foto scattata con il cellulare)
Intanto sul versante della montagna opposta alla mia, il silenzio è interrotto da un primo latrato e poi da un secondo ed infine un concerto di urla in costante crescita, i lupi stanno Ululando. Dura forse 1 minuto o poco più , il cuore comincia a danzare al ritmo delle loro urla. Anche solo sentirli è un emozione unica.
Passa qualche altro minuto di silenzio sulla vallata dove si sente solo il vociare del vento tra i rami ghiacciati e la sterpaglia secca in alta quota e poi il concerto ricomincia con più vigore, stavolta sono più vicini e l'ululato dura molto di più...
Un breve stralcio dell'ululato dei Lupi
Sono le 7:30 ma ancora non vedo nulla se non il via vai di macchine 4X4 intente ad andare avanti e indietro rispetto ad una fattoria da li poco distante. Fa freddo e malgrado le imbottiture dei pantaloni , star seduto su rocce ghiacciate a lungo andare si fa sentire.
Poi d'un tratto compare in lontananza un forma famigliare. Vaga con passo lento su una lingua di neve ghiacciata , annusando qua e là e guardandosi attorno nell'ombra di un piccolo versante collinare. Guardo l'orologio , segna le 08:07 il Fantasma è comparso.

Intanto il sole sta uscendo allo scoperto e lame di arancio spezzano il paesaggio azzurro creando un atmosfera surreale. Il lupo nel suo peregrinare si occulta dietro ad una collina. Passano i minuti, so che da qualsiasi parte vada, la mia posizione mi garantisce una buona visuale , quindi non rischio la possibilità di perderlo. Infatti poco dopo, risbuca sulla mia sinistra sempre dietro l'ombra di una collinetta rialzata rispetto alla sua posizione, perché sa che all'ombra si corre meno rischi di esser visti.
E proprio mentre il sole colpisce con una lingua di luce gialla/arancio quella collinetta, lui se ne sta fermo davanti a me ad ammirare il paesaggio e a percepire il mondo che gli gravita intorno.

Sono passati 20 minuti da quando è comparso improvvisamente. E cosi come è venuto allo scoperto, se ne è andato via silenziosamente e improvvisamente, dandomi però la bellissima occasione di scattare 6 fotografie.
Solo 6 per non spaventarlo, per rispetto perché in quel mondo sono solo uno spettatore, un osservatore silenzioso in cerca di qualcosa che il lupo ha nella sua natura e che forse noi abbiamo dimenticato, perso in millenni di evoluzione. Quel significato profondo e celato nella natura selvaggia, che noi possiamo solo ammirare in lontananza e ricordarci che infondo, ne facciamo ancora parte.
Alla prossima avventura Wildlife ;)


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