ALLA RICERCA DEL LUPO SULLE ALTURE DEL PNALM...E QUANTI NE ABBIAMO VISTI!
- Enrico Pennazza

- 20 mar 2023
- Tempo di lettura: 7 min
UN INCREDIBILE ED EMOZIONANTE AVVENTURA WILDLIFE DI DUE GIORNI TRA LE ALTURE DEL PNALM. VOLETE SAPERE COSA ABBIAMO VISTO? CONTINUATE A LEGGERE...

Questa volta non ero solo. Ad accompagnarmi in questa nuova avventura Wildlife, una nuova amica che aveva il forte desiderio di vedere i Lupi in natura e che fino ad ora non ha avuto la giusta fortuna per osservarli.
Io ed Helena , una ecologa da poco laureata, ci siamo incontrati nella bellissima Villetta Barrea malgrado provenissimo entrambi da paesi limitrofi nei pressi di Roma e proprio li, abbiamo alloggiato in una struttura proprio al centro del ridente paesino montano Abruzzese.
Non avevamo molto tempo, solo due giorni sulla via del Lupo alla ricerca dei segni di presenza e della possibilità di osservarli muoversi nella natura selvaggia del Parco Nazionale D'Abruzzo, Lazio e Molise.
Un lasso di tempo per il lupo fin troppo stretto... Ma tutto può accadere nel PNALM e in effetti , nell'arco di poche ore, abbiamo vissuto delle esperienze incredibilmente meravigliose ed emotivamente impattanti...difficili da dimenticare!
La mattina del primo giorno decidemmo di alzarci alle 3:00 , per incamminarci lungo il sentiero di 250 metri di dislivello , che ci avrebbe portato direttamente sul luogo dell'appostamento per il Lupo. Helena alla sua prima esperienza di osservazione fotografica era molto emozionata , malgrado il freddo pungente di un Alba d'inverno, che non ha lesinato colori mozzafiato nella sua lenta ma costante ascesa.
Così dopo esser giunti sul posto ed esserci collocati con gli abiti mimetici, incominciammo ad attendere che il fantasma dei boschi si facesse vivo, cercando di fare molta attenzione ed evitare movimenti e rumori sospetti che avrebbero messo in allerta il Lupo. C'era vento che cambiava direzione spesso e questo non era un buon segno per noi, malgrado ci trovavamo in uno spazio molto aperto in grado di disperdere i nostri odori.
Alcuni cervi si fecero vivi sul versante di una montagna opposta alla nostra, si muovevano in gruppo ed erano tutte femmine che osservavano e pascolavano in tutta tranquillità. Si sentivano Mucche pascolare da qualche parte in lontananza, ed il vento che soffiava tra le rocce fredde e l'erba di alta montagna, ma il Lupo ci stava dimostrando quanto fosse difficile incontrarlo e che tutti i suoi soprannomi non erano dati a caso.
Le ore passarono, mentre il sole lentamente e costantemente si alzava illuminando tutta la zona circostante, tagliando ogni ombra che si restringeva sempre più, fino a sparire quasi del tutto dalla nostra prospettiva. Non c'erano nuvole a movimentare il cielo che era uno spazio sconfinato di un azzurro vivace e profondo. Il caldo stava aumentando...
Decisi intorno alle 10:00 del mattino di terminare l'appostamento e di spostarci lungo un sentiero per trovare tracce di presenza del Lupo. Ero un po' dispiaciuto per Helena, ma sapevo in cuor mio che il Lupo è una creatura imprevedibile e molto difficile da osservare e di questo l'avevo avvisata.
Nemmeno 200 metri dopo ci fermammo davanti alle ossa di un cervo predato dai Lupi . Poi ci spostammo nuovamente e trovammo quella di una Mucca e cosi via, per altre ossa ammucchiate o sparse in zone "protette" dalle doline in alta quota.



Helena che ha uno spirito curioso e appassionato era molto emozionata anche solo per aver camminato lungo i sentieri del Lupo, malgrado non fosse andato bene l'appostamento. Un attimo dopo però, mentre eravamo in cammino e controllavamo la zona intorno ad una vecchia carcassa di Mucca, sentii la voce agitata di Helena chiamarmi.
"Enrico un Lupo...un LUPO. ENRICO UN LUPO"
Mi girai e la trovai ad osservare un bellissimo esemplare di lupo in pieno sole, che ci controllava dall'alto di una dolina in alta quota. Poi si mosse con il suo caratteristico portamento e scomparve dietro l'altura.
Io rimasi in silenzio mentre mi godevo l'espressione di Helena contentissima ed emozionata per il suo primo incontro con il fantasma dei boschi. Credo che non avesse ancora metabolizzato l'esperienza quando decidemmo di scendere dalla montagna e questo mi rese contento di vederla già pienamente soddisfatta per un incontro cosi fugace quanto improvviso.
Tuttavia nessuno dei due poteva immaginarsi cosa avremmo vissuto di li a poco...
Con la macchina ci spostammo a ritroso per ritornare a Villetta Barrea, ma lungo il tragitto ci accorgemmo della presenza di due rapaci grossi che volavano a bassa quota a qualche centinaio di metri dalla strada... erano Grifoni!


Poi da due divennero 4, poi 8 e successivamente, mentre rallentavamo con la macchina e cercammo di accostarci lungo la strada, ne vedemmo più di 20 volare su di una collina. Capimmo che nei paraggi c'era una carcassa...

Trovammo conferma di questo quando due lupi uscirono da un cespuglio in corsa nella nostra direzione.
Parcheggiata la macchina ci accorgemmo anche della presenza di due pastori maremmani che , dapprima stazionarono lungo il bordo stradale, poi si incamminarono anche loro sulla collina.
Poi toccò a noi. L'orologio segnava le 10:56 del mattino quando ci appostammo nei pressi di un cespuglio ad una 50ina di metri dalla collinetta. Da quel momento in poi capimmo che eravamo letteralmente accerchiati dai Lupi, che facevano avanti e indietro verso la collina con in bocca i resti di un povero cervo che trasportavano lontano dalla zona, mentre gli avvoltoi se ne stavano in disparte sperando di poter mettere prima o poi il becco nella carcassa. Ma questo non avvenne e dopo qualche minuto dal nostra arrivo e dopo qualche involata e ritorno su alcuni alberi e rocce, se ne andarono via risalendo piano l'aria dopo aver intercettato la corrente ascensionale.

Rimanemmo forse 1 ora ad osservare i movimenti dei Lupi, il modo in cui interagivano e ci accorgemmo che in quel contesto si muovevano sempre in coppia. Il lupo che generalmente si trovava alla testa della coppia controllava sempre il lupo che stava dietro. Quindi mentre camminavano si fermava e controllava se era seguito e una volta accertato che tutto andava bene, continuava a camminare nella direzione presa precedentemente. Lo riscontrammo su due coppie, una delle quali con un lupo ferito ad un arto, quello anteriore destro che non gli consentiva di muoversi agilmente e velocemente.
Intanto i cani pastore erano andati via, ma sarebbero di li a poco ritornati sulla collina smorzando l'andirivieni dei lupi per qualche minuto, per poi andarsene nuovamente e riavviare il movimento sulla collina.
Malgrado il mio teleobiettivo e il binocolo 8X, non riuscivamo a vedere la carcassa di cervo nascosta dai rovi e dagli alberi presenti, ma capimmo più o meno la zona dove era posizionata grazie ad una coppia di Lupi che prese "possesso" della zona rimanendoci per altre due ore.



Sulla collina il movimento dei Lupi si era ridotto dopo che la coppia prese possesso della zona. Solo loro si muovevano tra i cespugli uscendo a volte in alcune piccolissime radure che si vedevano dalla nostra prospettiva.
Vedemmo un lupo segnare la zona con urina o con le raspate delle zampe o defecando tra i rovi. Poi intorno alle 13:59 uscirono allo scoperto per andarsene via, portandosi dietro la spina dorsale e la testa del cervo, come possiamo vedere in questo video e nella foto che segue.

Ci accorgemmo dopo che gli ultimi lupi attraversarono la strada scomparendo alla nostra vista, che erano passate 3 ore da quando li vedemmo. 3 ore di meraviglia, di cruda realtà, 3 ore in cui eravamo circondati da almeno 6 lupi che si muovevano su un territorio abbastanza ristretto da essere osservati bene nelle loro interazioni post predazione. E ancor prima di aver metabolizzato il tutto ci siamo rimessi in macchina diretti a Villetta Barrea per riposarci.
La giornata è stata indimenticabile ma anche l'alba successiva dell'ultimo giorno di ricerca, ci avrebbe regalato un'altra bellissima sorpresa.
Ritornammo nelle doline per appostarci in un altra zona rispetto a quella della mattina precedente. Il tempo era cambiato. C'era molta nuvolosità e le temperature ebbero un crollo netto durante le 08:00 della mattina. Decisi di fermarmi su un piccolo pianoro nascosto dalle piccole alture delle doline. Il vento in quel punto ci era favorevole ma avevamo comunque una prospettiva con un angolo di campo visuale più ristretto, malgrado potevamo osservare il versante imponente di una montagna di fronte a noi. In quel punto notavo molti sentieri di animali che sicuramente il Lupo percorreva oltre ai cervi e alle volpi di cui c'erano segni di presenza un po' ovunque.
L'esperienza del giorno prima è stata molto intensa ed ora chiaramente non speravo in qualcosa di simile, ma di osservare il Lupo da più vicino. Per questo scelsi quel punto per l'appostamento, malgrado sapessi che sarebbe stato difficile replicare.
Helena si accorse della presenza di un gruppo di cervi femmine nella montagna davanti a noi e queste si spostavano lungo la destra con passo veloce come se fossero state spaventate da qualcosa. Ma non vedemmo altro.
Passarono alcune ore . Poi un rumore mi allertò. Percepii chiaramente il suono di sassi rotolare in una zona imprecisata ma vicino alla nostra posizione. Quel rumore mi è famigliare e ritenni in quel momento che fosse dovuto al movimento di alcuni cervi lungo il costone di una dolina vicino a noi. Ma era un movimento improvviso e questo poteva significare qualcosa...
Passarono alcuni minuti e poi , proprio davanti ai nostri occhi, si palesò un Lupo Appenninico su di una piccola altura. Era li fermo ad osservarci mentre le nostre emozioni arrivavano alle stelle. Rimase su quell'altura forse 1 minuto o poco meno, poi con passo sicuro e svelto si occultò dietro ad una collinetta e lo perdemmo dalla vista.

Come se fosse un incontro stabilito già nelle pieghe del tempo, il Lupo si mostrò e sancì la fine di questa meravigliosa avventura. Scendemmo dalla montagna ricchi di un esperienza unica ed emozionante, sicuramente cruenta ma nella sua forma più vera, senza alcun filtro antropico no, questa è la vera essenza ed estetica della natura di cui siamo stati protagonisti. Dimostrandoci quanta bellezza sfugge ai nostri occhi pigri e miopi e che "loro" sono intorno a noi a vivere la loro vita, perché entrambi siamo incastrati indissolubilmente nelle pieghe dello spazio e del tempo e che sono animati dagli stessi atomi e molecole che animano noi. Quanto basta per comprendere il loro sacrosanto diritto di muoversi tra le montagne e le valli di questo splendido pianeta fatto di acqua e roccia.
Se li conosciamo realmente, senza pregiudizi, capiremmo che la COESISTENZA non solo va augurata, ma è possibile!
E con questo vorrei salutarvi nella felicità di aver fatto un'esperienza incredibile che ho condiviso con una bellissima persona e che spero voi tutti possiate prima o poi provare.
Alla prossima avventura Wildlife! ;)
p.s. se volete unirvi a me per le prossime avventure fotografiche, contattatemi!


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