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LA LIBERAZIONE DI CONNEL IL LUPO

Aggiornamento: 14 apr 2023



Connel, così è stato chiamato, è un lupo di circa 3 anni e mezzo trovato nei pressi di Fidenza in condizioni di salute davvero critiche. Recuperato e curato dal Rifugio Matildico presentava rogna e una grave infezione, probabilmente in seguito ad avvelenamento. Dopo qualche settimana di terapie è pronto per essere liberato. Nel rifugio Matildico c'è un gruppo di persone che dedicano la loro vita a salvare molti animali: dal piccolo riccio rimasto orfano, alla volpe rimasta incastrata in una tagliola, al capriolo investito, al daino rimasto vittima di reti abbandonate, all'aquila reale impallinata fino al lupo avvelenato...qui, tutti gli animali, hanno diritto di attenzioni e di cure fino alla guarigione e alla libertà.


Queste persone non si sentono salvatori di qualcuno in quanto umani ma si adoperano per la libertà e la sopravvivenza del soggetto coinvolto. Liberare significa anche questo: soccorrerli, curarli, conoscerli e amarli. Partecipando alla liberazione di Connel questo è quello che ho potuto vivere, una forma di aiuto su un piano orizzontale senza prevaricazione, fatto con grande rispetto e conoscenza. Sul posto era presente anche il Wolf Appennin Center, che si prodiga da anni, nella zona dell' Appennino tosco-emiliano per la conservazione del lupo attraverso l'informazione e interventi diretti. L'attesa dell' arrivo di Connel è stata emozionante, sapere che quel posto faceva parte del suo territorio, ascoltare i versi dei suoi abitanti e poterne vedere alcuni, come un gruppo di caprioli, mi ha fatto entrare, anche se in punta di piedi, nel suo mondo. Vederlo arrivare, in una gabbia, su un pickup, è stato un tonfo al cuore (un turbinio di sensazioni positive e negative ), finalmente era lì! Quando la gabbia è stata aperta,si è visto per primo il suo muso, poi la testa , fermo quasi a studiare la situazione ed il posto, poi la zampa che per prima ha appoggiato sull'erba, ha sentito la casa...la sua casa, e penso sia stato quello a dargli la forza di scattare con un balzo lontano e via via andare verso il bosco..io ero lì e con lui ho potuto riassaporare tutti quegli istinti primordiali che troppo spesso macerano nel profondo dell' animo e di cui senti la mancanza. Tutto questo é durato il tempo di un sospiro Ero lì con lui, lo vedevo e sentivo, non come una spettatrice ma, come se facessi parte di lui. Lo sguardo di chi ha lottato , ma è ancora vivo , lo porterò con me per il resto della mia vita, lo scatto verso la libertà e il riappropriarsi della sua vita mi farà da maestro. Si riprendeva la sua selvaticità senza lasciare nulla al caso, il bosco l' ha richiamato.



Questo momento l'ho potuto vivere grazie a persone che non si girano dall'altra parte e che vedono anche negli animali non umani in difficoltà, individui da aiutare, perché il valore della vita vale per tutti. Gli auguro di tornare a correre restando sempre vigile e lontano da chi lo vorrebbe annientato. Di tornare dalla sua famiglia e nella sua tana.


Solo il 6% dei lupi muore per cause naturali , la grande maggioranza per colpa degli incidenti stradali e per bracconaggio. Molti animali sono vittima dell'uomo , ma sul lupo si sono scagliati anni di persecuzioni e informazioni errate che portano oggi molte persone a temerli e odiarli.


di: DAMIRA CANNIZZARO

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